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Nội dung text Sociologia dei processi culturali nuovo programma MOD 1, 2, prima lez 3_ALESSANDRA LARDIERI.pdf

SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI MOD 1. LA SOCIOLOGIA E STUDIO DELLA CULTURA. CONCETTI FONDAMENTALI Prima lezione Sociologia e cultura: una premessa storica e metodologica Cos’è la sociologia? C'è una parola che tornerà spesso all'interno dell’analisi dello sviluppo storico della sociologia e anche del modo in cui questa disciplina si apposta nei confronti dei processi culturali, che è quella di “mutamento sociale”: questo concetto è importante, rappresenta una delle parole chiave attraverso cui è possibile delineare lo sviluppo della sociologia, la quale non nasce per studiare qualcosa di stabile, qualcosa di fisso, di immutabile; è una disciplina che cerca di sviluppare in particolar modo l’evolversi di una società. Non è un caso che questo corso si intitoli appunto sociologia dei processi, il processo è il susseguirsi di eventi, di fenomeni su cui le scienze sociali hanno operato, quindi il mutamento sociale è una chiave di lettura interessante perché ci fa capire da vicino le motivazioni che hanno spinto appunto alla nascita di una scienza che oggi ha una sua storia, una sua solidità, ma che all'inizio non veniva neppure chiamata sociologia, anzi alcuni studiosi iniziali di retaggio filosofico, la chiamavo fisica sociale, filosofia sociale, ma non assumevano appunto il nome di sociologia. E proprio a partire dal termine “mutamento sociale”, mobilità, spostamento, trasformazione, processi di strutturazione e di destrutturazione, si costruirà tutto il percorso di analisi che ha portato alla nascita della sociologia. Partiamo da alcune definizioni, proprio per entrare nel merito, per capire da vicino che cosa deve intendersi per la sociologia. Gallino: “È la scienza che studia con propri metodi di indagine e tecniche di ricerca empiriche (volte cioè a produrre direttamente i propri dati) e non empiriche, i fondamenti, i fenomeni, essenziali, i processi ricorrenti di strutturazione e destrutturazione, le manifestazioni tipiche della vita associata e le loro trasformazioni”. (L. Gallino, Dizionario di sociologia, Utet, pag. 419). Scienza, quindi insieme di teorie, metodi, un corpo teorico, empirico e metodologico che opera in maniera autonoma. Caratteristica principale questa, una scienza che con i propri metodi cerca di studiare con osservazione diretta e indiretta determinati fenomeni. Processi di strutturazione e destrutturazione: ci riferiamo a qualcosa che assuma un suo mutamento, dove la chiave di lettura è sempre la trasformazione. Cioè per la prima volta la sociologia è la scienza che si occupa appunto di studiare il processo di trasformazione di una società. Allora ci potremmo chiedere, ma perché nel passato la società non si trasformava? Sì, la società si trasformava, ma è proprio un momento storico particolare quello che adesso inizieremo a vedere, a cavallo tra due rivoluzioni, la Rivoluzione Industriale e la Rivoluzione Francese, che la sociologia entra nel pieno della sua attività, della sua operatività e si inserisce come scienza, nascendo. Franco Ferrarotti: “La sociologia è strumento di auto-ascolto della società industriale”. (Franco Ferrarotti) Questa frase di Ferrarotti, che è il padre della sociologia italiana, fa capire un po' il senso della nascita della sociologia dentro questo percorso storico, una disciplina che ha una sua autonomia, ma anche uno stretto contatto con la società, oggetto d’indagine di questa scienza. Ferrarotti dice, la sociologia è
strumento di auto-ascolto della società industriale: perché questa scienza nasce in un momento particolare, appunto tra queste due rivoluzioni? E perché auto-ascolto? Non è solo quindi una scienza che analizza teoricamente quelli che sono i paradigmi, i mutamenti, le trasformazioni, ma lo fa attraverso un’applicazione empirica, attraverso la presenza diretta. Per la prima volta si ha a che fare con una scienza che cerca di mettere in luce appunto l'ascolto della collettività e non è un caso che con la Rivoluzione Industriale e quella francese nascano i primi interessi degli studiosi a cogliere da vicino e a capire da vicino il malumore della classe operaia, i turnover, l'organizzazione della società e la complessità della società, le disuguaglianze sociali. Questo nel tempo ha dato vita anche a delle metodologie e delle tecniche di ricerca di indagine abbastanza significative, volte a cogliere quelle che sono le storie di vita di ogni essere umano, che sceglie di mettere a nudo un po' la sua persona raccontando eventi particolari della sua vita, e li racconta punto attraverso le storie di vita; un altro particolare tipo di ricerca è ad esempio l’osservazione partecipante, altra la tecnica di ricerca sociale, molto nota anche in antropologia culturale, che però mette luce la presenza dei ricercatori sul campo, tale proprio da consentirgli una presenza fissa su quel mutamento che poi analizzerà attraverso il contributo di teorici e di scuole di pensiero. A cosa serve la sociologia? La sociologia ha numerose implicazioni pratiche per la nostra vita: - Consapevolezza delle differenze culturali; - Valutazione degli effetti delle politiche; - Autocomprensione. (A. Giddens) La sociologia è una scienza sociale, che ha come finalità quella di studiare l'oggetto sociale, la società, quella di renderci più consapevole delle differenze culturali, quindi dei mutamenti delle trasformazioni sociali, di valutare gli effetti delle politiche sociali, culturali, di integrazione. E poi l'auto-comprensione, far sì che la sociologia attraverso il mutamento di una società e le trasformazioni culturali, politiche, storiche, sia in grado di auto-comprendere, di aiutare, stimolare a un raggiungimento di obiettivi, ma al tempo stesso superare i problemi che la società nel passato si è trovata ad affrontare. La datazione Qual è la data di nascita della sociologia? Nasce tra il XIX e il XX secolo, a cavallo tra due Rivoluzioni, quella industriale e quella francese. Questo è un dato importante nel suo sviluppo storico, perché una scienza sociale, quindi è la prima volta che una disciplina è una scienza, che si occupa di un oggetto immateriale (perché la sociologia non studia oggetti materiali, quando parliamo di sociologia non ci riferiamo al lavoro che fa il biologo, il medico, l’ingegnere e così via), ma non per questo possiamo pensare che si tratti di una disciplina secondaria, anzi spesso suol dire che può far più danni un analista di fatti sociali piuttosto che un costruttore, un biologo, perché ha che fare con un approccio relazionale con contenuti sociali che se non trattati in un certo modo, che se non studiati, analizzati, con serietà e rigore, possono comportare trasformazioni sociali, socioculturali che possono far dei danni di pensiero; pensiamo per esempio alle opinioni, le opinioni non sono sociologia, le opinioni sono appunto idee, proposte, partorite dal signor individuo, quando parliamo di ricerca scientifica ci riferiamo a un corpus teorico ed empirico che ha che fare con dei dati. Spesso c'è un errore molto diffuso quando si fa sociologia e quando si parla nella nostra società di riferimenti ai fatti, agli eventi che accadono tutti i giorni, quello proprio di utilizzare troppo spesso e di abusare la parola “sociologicamente parlando”. Bene, spesso questa parola, sociologicamente parlando come dire è una frase, è una parolina che viene utilizzata da chi non ha mai letto il libro di sociologia, da chi non ha mai fatto un discorso serio sulla
sociologia, da chi non ha mai fatto ricerca empirica, quindi su fatti sociali, su oggetti d’indagine sociale, ma diventa opinionismo. Bene, la sociologia non è opinionismo, ecco perché è da bandire la parola e la frase “secondo me”, il sociologo non scrive secondo me, il sociologo non dice secondo me, la sociologia deve interrogarsi su fatti verificabili, registrabili che vengono analizzati dal teorico, dal ricercatore, attraverso metodi e tecniche d’indagine, ecco perché è interessante pensare alla sociologia come riforma intellettuale, c'è una scienza sociale che si occupa appunto di studiare la riforma del pensiero: le trasformazioni sociali, il mutamento culturale che la sociologia può determinare, porta ad una riforma intellettuale, ad una riforma di pensiero, quindi non semplicemente ad una trasformazione materiale di qualcosa, quando per esempio guardiamo alle città che cambiano, alle trasformazioni dei quartieri, quelle trasformazioni, se le andiamo a studiare dal punto di vista sociologico, non sono semplicemente trasformazioni fisiche di un quartiere, non sono semplicemente quindi una trasformazione, come dire, delle strade, delle piazze, delle ville, ma sono le trasformazioni culturali di una società che muta, di una società che si sta trasformando e questa è la chiave interessante di lettura che ci può essere offerta in particolar modo da parte dell'importanza che la sociologia ha dentro la società, ha nei processi culturali e nel suo sviluppo storico. La Rivoluzione Francese e quella Industriale In Francia, verso la fine del XVIII secolo, si assiste simbolicamente alla fine di un’epoca e di un ordinamento politico fondato sul principio dinastico e il potere assoluto. Lo scettro passa dalle mani del re a quelle del popolo e si affermano i valori di uguaglianza e libertà. Quindi quando parliamo di Rivoluzione Francese ci riferiamo ad una rivoluzione intellettuale, ad una rivoluzione di pensiero e una scienza non può non tenere conto di queste trasformazioni. Al tempo stesso, altro elemento importante è quello della Rivoluzione Industriale. Barbagli, Bagnasco e Cavalli: “la sociologia nasce come necessità di comprendere quelle profonde e ambivalenti trasformazioni che delineavano quella che sarà la società moderna”. Ecco, ritorna la parola trasformazione, il concetto di mutamento, questo ci fa capire che anche la Rivoluzione Industriale ha sentito una trasformazione al pari della Rivoluzione francese. Pensiamo a quanta trasformazione in termini di organizzazione del lavoro ha determinato questa rivoluzione: il turnover, le classi operaie, lo sviluppo della fabbrica, anche il massacro della fabbrica e il lavoro minorile. Sono tutte tematiche che iniziano a inserirsi dentro una cornice di analisi fortemente ancorata al concetto di trasformazione, ecco perché allora la sociologia nasce a cavallo tra queste due rivoluzioni: perché non poteva non esserci dentro la storia della società un periodo storico interessante come questo, perché abbastanza ricco, fertile di mutamento, di passaggi. La sociologia non si interroga su qualcosa di fisso, di statico, a lei non interessano questi fatti, li può raccontare, li può analizzare, ma il fulcro centrale dell'analisi sociologia è il mutamento sociale. Il termine sociologia Se parliamo di sociologia diamo per scontato che si tratti di una scienza che studia la società, ma il termine sociologia Socio-logia è stata coniato alla fine del 1700 da Auguste Comte definito, convenzionalmente il padre della Sociologia. Deriva appunto dalla contraddizione di due termini: societas di origine latina (società) e logos di origine greca (discorso, dottrina). Sociologia in questa prospettiva significa studio della società e che cosa è la sociologia, quindi a partire da questo termine che fu cognato da Conte, il quale, quando gli veniva chiesto spesso e volentieri perché la avesse chiamata la sociologia, era solito rispondere che in quel momento storico, forse non sapeva in che modo la avrebbe potuta chiamare perché esisteva la filosofia, le altre scienze, c'erano dibattiti molto accesi con le scienze tra virgolette considerate superiori rispetto a quelle umanistiche, un unico modo per chiamare una scienza
che si occupava di società e che quindi studiava un oggetto sociale, fino a se stesso, era quello appunto di considerare un termine che fosse ibrido, cioè fatto da due termini apparentemente diversi, ma che coniugavano il senso proprio di questa nuova disciplina, che era quello appunto di studiare la società in tutta la sua interezza, quindi Societas Logos. Oggetto di studio L’oggetto di studio è costituito dalla società di per sé; quindi, ripetiamo la sociologia non studia qualcosa di materiale, di fisico, studia la società umana, quindi concretamente le associazioni, i gruppi, le istituzioni sociali, formate dagli esseri umani. E qui sta anche la complessità di una scienza di questo tipo, la complessità di una disciplina che ha come finalità, come dire, quella di studiare qualcosa che non tocchiamo, che non calpestiamo sostanzialmente, dove la centralità è l'essere umano, che costituisce le istituzioni, i gruppi ecc.: un conto è studiare qualcosa di materiale, di fisico, un conto è studiare qualcosa invece di immateriale, che crea molti disagi al ricercatore, allo scienziato che si deve cimentare con il progetto di analisi di un certo qualcosa che vuole studiare. - Le istituzioni (famiglia, scuola, gruppo dei pari) - La cultura (non si può pensare un individuo senza cultura) - I processi - Il concetto di ruolo (compito che un individuo svolge) e di status - I gruppi – aggregato e categoria - Devianza e anomia ( - Religione Queste, benché immateriali, sono come dire le parti più importanti della vita sociale di un individuo. Sociologia e questioni aperte Cos'è il sapere sociologico comune? È il patrimonio di conoscenze, legato all’esperienza diretta, che ognuno utilizza per orientarsi nella vita sociale. Però questo sapere può presentare delle difficoltà, dei limiti: • è concentrato nel presente; • lo spazio sociale degli individui è circoscritto; • è facilmente influenzabile e deformabile dal “sentito dire”, e questo è interessante perché ci fa capire anche la problematicità con cui si affrontano i problemi della sociologia → “ho sentito dire che”, “secondo me”, in questo caso non parliamo di un sapere sociologico, ma parliamo di opinionismo, che non è sociologia. Il secondo me non si dice in sociologia, non si scrive negli elaborati, non si scrive nelle tesi, ecc. La sociologia, come scienza sociale, attraverso i suoi strumenti supera i limiti della sociologia ingenua di senso comune, formulando interrogativi sulla base di una riflessione teorica sedimentata e cercando risposte a questi interrogativi sulla base di informazioni raccolte sistematicamente. (è la domanda formulata dei ricercatori che fa della sociologia la scienza sociale, ma non la domanda opionistica “cosa pensi tu dell'immigrazione?”, bensì “perché l'immigrazione aumenta? Perché ci sono più mobilità sociali”? Perciò quando è che la domanda si trasforma in sociologia? Quando ci sono dei dati conclamati, verificati oppure ribaltati da metodi e tecniche di ricerca che possono bene chiarire l’analisi di un determinato fenomeno). Auguste Comte Quando Comte, che prima dicevamo è il padre convenzione della sociologia, studiava la società, diceva lui, che è il padre del positivismo, che “la scienza si applica al fenomeno osservabile e alle loro relazioni

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