Nội dung text Riassunto Sociologia dei Processi Culturali, libro Angelo Romeo_Valeria Tombolini.pdf
Sociologia dei processi culturali a cura di Angelo Romeo (mimesis 2023) Parte 1 La cultura: concetti di base, teorie generali e autori di riferimento Capitolo 1 La sociologia come scienza della società e degli individui Il capitolo si concentrerà su 4 orientamenti teorici principali: Interazionismo simbolico (Weber, Mead) Funzionalismo (Comte, Spencer, Durkheim, Parsons, Merton) Teorie del conflitto (Marx, Gender studie Teorie della scelta razionale (Homans e Coleman) La sociologia è scienza relativamente giovane che si concentra sulla vita sociale nel mondo moderno e sui suoi profondi e radicali cambiamenti. Nasce a cavallo tra due rivoluzioni quella industriale e quella francese. La prima ha trasformato il modo in cui le persone vivevano e lavoravano aprendo la strada al capitalismo. La seconda ha ridisegnato le relazioni politiche tra gli individui portando alla luce i valori di solidarietà uguaglianza e libertà. La nascita della sociologia si colloca all’interno della corrente filosofica dell’Illuminismo in cui spiegazioni del mondo e dei fenomeni sociali si basano non più su cause teologiche e di superstizione ma sulla scienza e sul razionalismo. La ragione, elemento costitutivo innato di ogni individuo, conferisce all’uomo diritti umani inalienabili. I grandi cambiamenti di quel momento, eventi che definiscono l’inizio del mondo moderno, riguardano la nascita di grandi fabbriche, l rapida espansione della classe media, la migrazione di grandi masse di persone dalle campagne alle città. E ancora, il ribaltamento dei privilegi ereditati da pochi, l’affermarsi di un pensiero laico razionalista dove Stato e Chiesa sono separati e il metodo scientifico della raccolta dati com unica via possibile alla verità. Come ha sottolineato Giddens è importante distinguere la sociologia dal sapere comune in quanto quest’ultimo presenta tre limiti: è concentrato nel presente, fa riferimento ad uno spazio sociale circoscritto ed è instabile ovvero facilmente influenzabile Il termine sociologia è stato coniato nel 1838 da Auguste Comte, definita una scienza che avev come obiettivo quello di descrivere, interpretare e comprendere i fenomeni sociali e i meccanismi che governano il funzionamento della società. Il sociologo Gallino definisce la sociologia com una scienza che studia, con propri metodi di indagine e di ricerca, i fondamenti, i fenomeni essenziali, i processi di strutturazione e destrutturazione, le trasformazioni e i condizionamenti che i rapporti e le relazioni sociali esercitano sull’azione degli individui e viceversa. La sociologia infatti per Gallino studia il comportamento degli individui all’interno di gruppi e come il loro comportamento è influenzato dai gruppi cui appartengono. La sociologia presenta tre dimension di studio: micro sociologica per quanto riguarda l’analisi dei piccoli gruppi, Meso sociologica quando lo studio riguarda la dimensione micro e macro insieme, e macro sociologica quando si analizzano fenomeni sociali su vasta scala. La sociologia ha inoltre una prospettiva temporale che si divide in sincronica, ovvero lo studio dei fenomeni sociali nel loro presente, e diacronica, interessata all’evoluzione dei fenomeni nel tempo. Le tradizioni teoriche più generali sono quattro: funzionalismo, teorie del conflitto, interazionism simbolico e teorie della scelta razionale. Il funzionalismo pone grande importanza alle strutture sociali, modelli di comportamento sociale stabili nel tempo, e studia le funzioni che contribuiscono al mantenimento della società nel suo insieme. Come nel corpo, dove ogni organo svolge una sua funzione specifica per garantirne l sopravvivenza, così le strutture sociali contribuiscono a mantenere l’equilibrio della società svolgendo ognuna la propria funzione specifica. Autori: August Comte, Herbert Spencer, Emil
Durkheim, Talcott Parsons, Robert Merton. Quest’ultimo approfondisce il fatto che ogni struttura sociale può avere più di una funzione. Per esempio Merton parla di funzioni manifeste ossia funzioni riconosciute dai modelli sociali e funzioni latenti quelle non riconosciute da tali modelli. Inoltre, evidenzia il concetto di disfunzione sociale ossia quando i modelli sociali vengono messi in discussione e ostacolano il funzionamento della società. Il limite dell’approccio funzionalista sta nell’aver posto eccessiva attenzione ai fattori di coesione sociale a discapito di quelli di divisione e conflitt Le teorie del conflitto interpretano la società come un’arena di disuguaglianze che genera confli e mutamento. Fattori culturali come l’appartenenza di classe, il genere, l’etnicità e l’orientamento sessuale sono collegati ad una diseguale distribuzione di risorse, potere, educazione e prestigio sociale. La società stessa quindi è definita da potere e controllo ovvero coercizione e dominio ch generano conflitto tra le classi dominanti e le classi più svantaggiate. Per Karl Marx il potere è l capacità di esercitare un controllo sui propri interessi e di farli valere anche con l’uso della forza, l’ideologia invece è lo strumento in mano ai dominanti per giustificare e mantenere l’esercizio de loro potere. I Gender studies pongono l’attenzione sulle relazioni e le disuguaglianze di genere che, essendo socialmente costruite, determinano fortemente la vita sociale. L’interazionismo simbolico interpreta la società come il prodotto dell’interazione quotidiana degli individui e trae la sua ispirazione dalle teorie classiche di Max Weber. Per Mead, la società non è altro che la realtà condivisa che le persone costruiscono mentre interagiscono tra loro. Gli essere umani vivono in un mondo popolato da simboli in cui qualsiasi interazione implica lo scambio di questi ultimi e dove si attribuiscono significati praticamente a tutto. Il sociologo americano Georg Mead ha analizzato il modo in cui la personalità individuale si forma come il risultato dell’esperienza sociale, dando grande rilevanza al linguaggio (riprendendo il secondo Wittgenstein). Le teorie della scelta razionale trovano centralità nello studio dell’individuo e le sue scelte ponderate su di un calcolo tra costi e benefici delle conseguenze di tali scelte. Esse son fortemente ispirate dal pensiero utilitarista di Jeremy Bentham. Ad esempio, secondo Coleman l’intenzionalità delle azioni degli individui si riducono alla sola massimizzazione dell’utilità e promozione degli interessi del soggetto che agisce. Visione opposta a Weber per il quale l’intenzionalità poteva avere varie motivazioni. Secondo George Homans, altro esponente, le interazioni sociali sono scambi di beni, materiali o immateriali, e di servizi che hanno l’obiettivo di soddisfare un’ampia gamma di bisogni individuali (da quelli primari a quelli sociali). Capitolo 2 Concetti guida per studiare la cultura La sociologia dei processi culturali si focalizza appunto sui processi, cioè su quella rete di cambiamenti e di attività in rapporto tra loro con uno sguardo privilegiato alla cultura. La società è il luogo in cui gli individui entrano in relazione tra di loro, la sociologia ha il compito di studiare i modi e le forme prodotte da tali relazioni. Ci sono alcuni punti di vista predominanti a riguardo, quello di Simmel per il quale ogni coscienza è sì comune, in quanto condivisa dalla comunità, ma è tuttavia individuale. La società è il luogo dove più individui entrano in azione reciproca, dove è possibile comprendere l’altro nella sua completezza solo in relazione alla categoria sociale nella quale viene situato. Il vero focus della sociologia è l’uomo in relazione reciproca con altri uomini. Dall’altra parte c’è Durkheim che sostiene invece la società e l’individuo sono sì indispensabili tra loro ma è sempre la prima a predominare. La società quindi non è una semplice somma di individui ma rappresenta una realtà specifica formata dalla loro associazione e con caratter propri. Per Weber, comprendere i fenomeni sociali non esclude del tutto la possibilità di spiegarli in quanto la spiegazione non si basa sul leggi universali perché la realtà sociale e dinamica, mutevole e aperta a interpretazioni diverse. È importante quindi ricercare i tipi empirici nella realtà stessa ovvero trasportare le teorie alla pratica delle relazioni umane. Post modernità Moderno e sinonimo di effimero, transitorio, fuggitivo. Per Webber l’effetto dell’innovaz continua tende a distruggere gli investimenti passati e le stesse capacità umane. L’dea di contemporaneità esprime una forma comunicativa dominante nella condizione post-moderna. Per
Agamben è veramente contemporaneo colui che è in grado di tenere fisso lo sguardo rivolto a proprio tempo. Secondo Benjamin ogni epoca, a suo modo, risulta moderna. Per Giddens l’attuale situazione mostra una radicalizzazione e\o riflessività della modernità più che un su superamento. Koselleck considera contemporaneità il presente. Le esperienze e le aspettative si dilatano sempre di più ovvero ciò che è atteso per il futuro è declinato diversamente in base alle esperienze fatte nel passato. La struttura temporale non può esistere senza esperienza. Lo sviluppo tecnologico e industriale ha imposto tempi sempre più brevi per raccogliere esperienze nuove e per adattarsi ai cambiamenti sempre più rapidi. Individualizzazione L’individualizzazione riguarda l’importanza che assume il soggetto come individuo. Secondo Durkheim è la struttura sociale che ingloba l’individuo nelle sue istituzioni anche se rimane comunque importante l’individuo e la sua sofferenza nell’adattarsi a tali istituzioni. I sociologi ch colgono l’importanza dell’individuo sono Weber e Simmel. Mentre il primo riconosce l’importanza dell’azione sociale dotata di senso poiché il senso è assegnato dall’uomo all’azione. Nel compiere le azioni l’uomo ha uno scopo, segue dei valori, sente delle emozioni. Weber parla quindi di agire sociale e del suo scopo, ovvero tenere unita la società attraverso relazioni che creano la cultura. D’altra parte Simmel pone al centro della sua riflessione l’interazione e le configurazioni che e può assumere a livello individuale e collettivo. Il singolo non può salvarsi contro la totalità. Si parla quindi di due approcci collettivismo e individualismo metodologico: Durkheim è un esempio del primo mentre Simmel e Weber del secondo. Così come l’antropologo Marazzi sostiene che il corpo la mente siano un laboratorio integrato e sempre attivo così la sociologia intende il singolo e la società. Morin osserva che il cervello e la mente non esistono l’uno senza l’altro, la vita umana ha bisogno di razionalità e affettività all stesso tempo. Autenticità Autenticità intesa come il mostrare se stesso e le proprie qualità agli altri, il desiderio di conferire autenticità a se stessi. Berger e Luckmann parlano di uno smarrimento dell’uomo moderno dato dall’aumento dell’individualizzazione e dell’incertezza come sua conseguenza. Secondo Taylor l’autenticità è perseguita soggettivamente e tende a tradursi in una frammentazione del sociale e una diminuzione della capacità di crearsi una finalità comune e realizzarla. Serres è dell’idea che giovani, attraverso nuove modalità di comunicazione, abbiamo rivoluzionato il modo per conoscere e per intraprendere relazioni umane. Riflessivi E la sociologia si è sviluppata come una forma di pensiero che aiuta la società a riflettere su s stesso. Una riflessione che inizia individualmente ma arriva ad essere collettiva e viene intes come una costruzione di una memoria sociale, un contenitore in cui tutti trovano qualcosa da condividere. Per Giddens la riflessività è una caratteristica di tutte le azioni umane e la tradizione un modo per integrare la riflessione dell’azione con l’organizzazione spazio-temporale dell comunità. La tradizione viene reinventata ad ogni generazione. Riflessività sembra diventare un’auto descrizione della crisi cui va incontro la modernità. Essa dunque, secondo Schutz, uno sguardo rivolto a se stessi e al passato, è la facoltà di collegare e di far emergere l’intenzionalità. Facciamo esperienza di un mondo che subisce profondi cambiamenti per cui ciò che cambia è anche l’identità del sé. Bauman elabora alcuni concetti fuori dagli schemi classici, localizzazione e società liquida. La metafora della liquidità sembra molto adatta alle situazioni attuali che cambiano in fretta, in modo imprevisto e imprevedibile. Conclusioni Abbiamo trattato concetti sensibilizzanti utili per interpretare il mondo che cambia e quindi l’aspetto plurale della disciplina. La contemporaneità è sempre problematica per la conflittualit che comporta il vivere tra il vecchio nuovo. I modelli tradizionali sembrano donare sicurezza per una loro presunta regolarità ma poi si scontrano con il desiderio umano di novità. Se da una parte cerchiamo una forte individualizzazione dell’altra desideriamo comportarci come gli altri pur restando sempre noi stessi. È questa la grande dicotomia omogeneità\differenziazion di Berger e Luckmann. Per Boudon questo disordine provocava l’impossibilità di costruire un modello ordinato e universalmente valido del mutamento sociale. Con Giddens abbiamo visto come le azioni agiscono sulla realtà che è formata e forma le azioni stesse. Le strutture sono
intese come un’insieme di regole e risorse che gli attori mettono in campo nelle pratiche che producono la società stessa. Il sistema è riprodotto dall’interazione sociale. Capitolo 3 La cultura e le sue definizio Cultura per gli antichi latini era la coltivazione del terreno, il curare, perciò rappresentava il sapere e la dottrina. Oggi per cultura si intende una forma oggettiva delle rappresentazioni, dei valori e delle norme che costituiscono l’insieme delle risorse di significato cui attingere in un determinat contesto sociale. La nozione di cultura si colloca all’interno delle scienze sociali dove l’individuo agente è un essere culturale che condivide lo stesso patrimonio genetico con gli altri ma che presenta culture differenti. Ogni cultura ha una sua storia che va tenuta sempre in conto pe poterla comprendere. Essa è applicata a realtà diverse ad esempio c’è la cultura dell’ambiente, la cultura del consumo, la cultura degli immigrati, la cultura d’impresa. Non è innata ma si costruisce come costruzione sociale nei rapporti di processi sociali e di condivisioni. I padri della sociologia e la loro definizione di cultu Sono due gli approcci di studio che analizzano l’idea di cultura, quello antropologico e quello sociologico. All’interno del primo approccio troviamo la definizione dell’antropologo inglese Tylo che definisce la cultura come un sistema complesso di conoscenza, credenze, arti, norme costumi, valori e abitudini o capacità acquisite dagli individui come membro di un gruppo sociale. Definizione caratterizzata per la sua dimensione collettiva e non più individualista com intendevano gli umanisti classici. Secondo l’approccio funzionalista, la cultura o civilizzazione - così definita da Durkheim - è u insieme di fenomeni sociali caratterizzati per un politeismo di valori. Sulla stessa linea, Malinowski definisce la cultura un sistema i cui elementi sono interdipendenti e non possono essere studiat separatamente. Limite di questo tipo di approccio è il non essere capace di rilevare le patologie dei fenomeni culturali. Patologie che invece sono centrali nel pensiero di Max Weber che analizza la società partendo proprio dai conflitti. Weber dimostra che le rappresentazioni simboliche, dotate di una autonomi relativa, possono esercitare un’influenza reale sui mutamenti sottesi e indotti dai fenomeni social ed economici. Egli osserva come l’affinità elettiva tra l’etica puritana del protestantesimo e spirito del capitalismo scorra di pari passo. I comportamenti economici si originano dal sistema valoriale degli stessi imprenditori e capitalisti. Si denuncia quindi che l’industria nasce nei luoghi in cui il processo culturale prevalente corrisponde all’etica protestante, la quale dà origine alla formazione culturale, definita anche spirito, di una classe di imprenditori che crea il capitalism moderno. Quest’ultimo si basa sull’organizzazione razionale della produzione basata su un nuovo stile di vita, una cultura, che Weber definisce ascetismo secolare La cultura popolare In un primo momento esisteva una gerarchia tra la cultura delle classi dominanti, superiore, e quella delle classi popolari, inferiore. La cultura popolare è in effetti una cultura multiforme disseminata che si esprime attraverso proverbi, leggende, riti, artigianato etc... una sorta di manuale per il saper essere e il saper fare. Un sapere che si può leggere nelle strade. Lo stesso Durkheim sosteneva che la sociologia avesse individuato nel rito e nel mito la fonte della conoscenza normativa e della solidarietà sociale. Maffesoli afferma che la post-modernità s un gran senso di vuoto a causa del disordine del mondo e del venir meno del senso di comunità e solidarietà. Complessità e cultura Secondo Bauman la società di oggi vive in un disordine del tempo che crea incertezza da un lato e accresce la tolleranza dall’altro. Bauman riconosce che la sociologia con le sue capacità metodologiche sia in grado di acquisire conoscenze adeguate a immaginare il futuro prima di viverlo. La sociologia si rivela come una scienza che sente la forza sociale ma che non vuole dominarla. Mentre per Weber l’attenzione cade sull’importanza della scelta dell’individuo per Simmel il soggetto agente si costruisce la sua identità in un processo di consapevolezza e di crescita interiore in dialogo con i lasciti del passato. Gli oggetti culturali sono costruiti dagli esseri umani. La cultura è il significato incorporato i simboli attraverso i quali gli attori sociali in relazione comunicano e trasferiscono i loro saperi, le